Repudiating
Se mai ho rinnegato qualcosa,l’ho fatto sempre e solo a parole,urlandole per convincermi che fosse veramente così.
Ma quando si rinnega con le azioni allora non si può più tornare indietro.
E’ il peggior modo per ferire le persone.
Per non parlare di quando la ferita viene costantemente allargata.
Il vizietto
Sto riascoltando vecchie puntate di Viva Radio Due,il programma di Fiorello & Baldini;una è stata registrata nel periodo in cui Madonna adottò il bambino del Malawi (Malawiano?) e una (finta) notizia dell’ANSA riportata da Fiorello stesso recitava pressappoco così:
Il padre del bambino dichiara: “Madonna mi ha ingannato riguardo il bambino”.
Risponde San Giuseppe: “E’ una vecchia storia,non vi dico a me cosa ha raccontato”.
L’ho sentita martedì,e sto ancora ridendo…
Matrici,amore e fantasia
Tornare al paesello mi fa sempre bene,è come se mi ricaricassi.D’altra parte però,tornarci nei periodi estivi non mi fa bene,perchè,grazie a tutti i liceali per le strade,già si respira l’atmosfera vacanziera, mentre io in vacanza ancora non sono…anzi,devo ancora affrontare il peggio!
Con Fabbbana abbiamo fatto un bel viaggio nel passato,complici vecchie foto ricacciate da chissà dove;tra queste faceva capolino quella del Ranocchio,il mio amore liceale…sbavavo dietro i suoi pettorali e i suoi bicipiti guizzanti,e mi ero procurata (non ricordo come) una sua foto in tenuta da pallavolista,foto che custodivo gelosamente nella tasca inferiore dello zaino.
Credo di averla lasciata lì anche quando ormai mi ero trovata una specie di ragazzo,ma era diventata più un portafortuna che altro.
Il Ranocchio mi ha sempre fatto pensare a Clark Kent:muscoli sodi e fisico aitante su un viso occhialuto da intellettuale.Ma non intellettuale finto.Di quelli veramente intelligenti.
Marco,il ragazzo di una mia meravigliosa amica,era suo compagno di scuola e di squadra,e, conoscendo la mia passione,ogni tanto con il suo modo burbero cercava di aiutarmi.
Era maggio 2000,loro avevano l’esame di maturità ed io facevo il terzo liceo.Marco e il Ranocchio dovevano ripassare le matrici,che avevano studiato due anni prima.
Marco quindi un giorno mi chiamò in disparte e mi disse:
“Mi ringrazierai a vita per questa cosa:hai fatto le matrici quest’anno?”
“Le che?”
“Le matrici!Determinanti,rango,quelle cose là!”
“No,perchè?”
“No niente,meglio che non te lo dico”
“DIMMELO”
“Ranocchio ed io avevamo pensato di farcele rispiegare da te.”
Mi è crollato il mondo addosso.
Avrei studiato le matrici da sola e gliele avrei spiegate se avessi potuto.
Avrei fatto un trattato sulle matrici per lui.
La cosa comunque non finì qui,perchè qualche giorno dopo Ranocchio mi venne vicino e mi disse “Marco mi ha detto che le matrici quest’anno non le avete studiate…peccato,ma grazie lo stesso”
Io non lo so che mi è preso.Non sapevo che dirgli,e dissi solo
“Ashjuà”
Ho sempre sperato che lui non se ne fosse accorto.
Ovviamente le matrici sono una cazzata e avrei potuto davvero studiarle da sola.OVVIAMENTE.
Ovviamente Ranocchio è fidanzato da circa 10 anni con la stessa tizia,la persona più antipatica del paesello;è l’unico al quale lei è simpatica.OVVIAMENTE.
In cuor mio spero sempre che lui rinsavisca e torni a chiedermi di spiegargli le matrici.
Nomen omen
Ilaria: “Dal latino hilaris,che significa allegro.Socievole e comunicativa,ha una forte volontà,è ingegnosa e ciò l’aiuterà a realizzare i proprio desideri”.
Il mio nome mi è sempre piaciuto tanto;mia madre me l’ha dato “in onore” di una bambina conosciuta quando era giovane,un bimba solare e sorridente di nome Ilaria appunto.
Quando sono nata io nel mio paese c’era solo un’altra Ilaria,una è arrivata un annetto dopo (vero Fleeeeert?)e siamo rimaste in 3 per un bel pò.
Poi non si è capito più nulla.
Ad un certo punto mi sentivo chiamare da tutti i pizzi,ma non chiamavano me,chiamavano una delle mille bambine omonime.E la cosa non ha fatto che peggiorare.
Vedo in una classifica su internet che Ilaria è al diciannovesimo posto tra i nomi più utilizzati in Italia dopo le varie Giulie,Martine,Francesche,Alessandre,ma,sorpresa, prima delle Laure e delle Marie.
Insomma,ci stiamo diffondendo.
Ma non sono qui per parlare del mio nome.Voglio parlare più che altro di un problema legato al mio nome.Nel periodo dell’adolescenza ho “sofferto” (esageriamo) per il fatto che non ci fosse nemmeno una canzone dedicata ad una qualche Ilaria.
Quando mi era presa la fissa di Luca Carboni mi volevo chiamare Silvia (lo sai,lo sai che Luca si buca ancora),quando ero persa per Vasco avrei voluto invece essere chiamata Laura (aspetta un figlio per Natale);innamorata come sono di De Gregori ho passato tutta la vita a desiderare di chiamarmi Alice (guarda i gatti e i gatti muoiono nel sole).
Quando,a 15 anni,ho avuto internet a casa e ho scelto il mio nick (Sally) sono stata un pò più contenta perchè c’era la Sally di Vasco che mi suonava nelle orecchie.
Poi,ovviamente mi è passata,ma resto sempre piacevolmente colpita quando nei film o nei libri c’è qualcuno che si chiama come me.
Qualche giorno fa mi è tornata in mente questa cosa e su emule ho cercato “ilaria”;la ricerca,oltre a varie cose riguardanti alcune ilarie nude e calde,ha fornito anche una canzone di un noto cantante italiano.
La scarico.
La ascolto.
E’ orrenda.
Non c’erano dubbi.
E’ di Gigi D’Alessio.
Invito tutti a sentire questa canzone e vomitare insieme.
Ascolta e siente como suena lo sciacquon.
In my opinion

Io dico solo che se Enrico VIII fosse stato leggermente somigliante a Jonathan Rhys Meyers,io avrei fatto di tutto per tornare indietro nel tempo ed essere la sua settima moglie.
E dico anche che,se avessi la certezza di poterlo incontrare,tradurrei in inglese questa frase piena di periodi ipotetici.
E proprio volendo vi dico pure che per elaborare tutta la prima frase in italiano c’ho messo un’ora,indecisa sull’ausiliare del verbo somigliare,per poi usare un’altra forma e decidere che,nella mia personale grammatica,somigliare non ha ausiliare.
Così si spiega anche perchè studio ingegneria e non lettere…
E brava Giulia
Diciamo che Giulia ed io ci siamo conosciute il 31 dicembre 1996,in una villa tra i colli della Sabina.Diciamo perchè in realtà la nostra amicizia risaliva a tempi più lontani,ma era facilmente caduta nell’oblio,come tutte le cose appartenenti alla nostra età pre scolare.
Allora io vivevo nel paesello molisano,lei a Roma.
Prima del nostro (ri)incontro,ero stata tartassata dalla mia amata genitrice:
“C’è anche Giulia questa sera.Te la ricordi?”
“No”
“Ma come??Giocavate sempre insieme quando eravate piccole!”
“No mà,non me la ricordo”
“Non preoccuparti,sicuramente appena la vedi te la ricordi!”
Ovviamente (che ve lo dico a fà) la vidi e fu encefalogramma piatto.Non un ricordo che veniva a galla.Nisba.Nada de nada.
E per lei fu lo stesso (dialogo con la mamma compreso).
La prima cosa che ricordo di lei non sono i suoi meravigliosi occhi dal colore indefinibile (i più belli che io abbia mai visto) o la sua montagna di capelli ricci e corvini.No,ciò che salta alla mia mente quando penso al mio primo incontro con Giulia sono le sue scarpe:identiche ad un paio che avevo anche io e che tante liti avevano causato in famiglia.
Scarpe da femminuccia,marroni,con la fibbia…io le odiavo.
“Con queste scarpe,pensai,di sicuro non può essere mia amica”.Troppo femminile,troppo carina ed educata.
Poi andammo a giocare a palla nel garage e lei mandava urla disumane,giocava a calcio con le scarpette nuove e rideva senza ritegno.Lì capii che mi sbagliavo di grosso,e che forse forse aveva buone chances di diventare mia amica.
Ci ritrovammo ad agosto al mare insieme.Sempre appiccicate,non facevamo altro che ridere,nuotare,stabilire record di passaggi con i racchettoni,e ancora ridere.
E poi cantavamo!La nostra canzone preferita era “Amici come prima”,ma non quella delle nane malefiche Paola e Chiara,bensì quella meno famosa del grande Pino Daniele.
La vacanza ad ogni modo finì e noi ci lasciammo i rispettivi indirizzi.
Ci siamo scritte per 4 anni di fila,i miei cassetti sono pieni delle sue lettere,poi è arrivato internet e,con la promessa di scriversi via email,è andata morendo questa bellissima abitudine.
Poi la sua famiglia ha smesso di fare le vacanze con il nostro gruppo e noi ci siamo pian piano allontanate,paradossalmente nel momento in cui avremmo potuto godere appieno della nostra amicizia,poichè il liceo stava finendo e il mio trasferimento a Roma era sempre più vicino.
“Vieni a cena da me?” mi diceva lei.”Non posso devo studiare” dicevo io.
Quando invece lei tornava nel paesello (sempre più di rado) non usciva più.
Abbiamo lasciato un pò morire la nostra amicizia,così come facemmo morire lo scambio epistolare.
Poi un giorno non ce l’ho fatta più.Prima di dormire mi venne una di quelle che io chiamo idee brillanti (dovrò scrivere un post al riguardo) e decisi di scriverle una lettera.Era il Natale 2004.
Piano piano,non senza imbarazzi,abbiamo ripreso a vederci e sentirci.Tante cose sono cambiate,e abbiamo perso l’una momenti importanti dell’altra.Ma ce la stiamo mettendo tutta,e anche se capitano 2-3 silenzi imbarazzanti a serata,ne vale la pena.Ne vale davvero la pena.
Per la cronaca:mia madre non si sbagliava,in effetti io Giulia la ricordavo.
C’è stato un ricordo della mia infanzia che mi ha sempre ossessionato:io ero sull’altalena e mi facevo spingere,chiedendo di andare più forte.Al mio fianco una bambina invece si spingeva da sola,e mia madre non mancava di farmi notare quanto era brava.
Io mi sono sempre chiesta chi fosse quella bambina,l’ho chiesto mille volte anche a mia madre.Ricordavo il nome (anche se non ne ero certa),ma i miei non mi hanno mai saputo dare una risposta.
Ormai rassegnata,l’illuminazione arrivò dopo qualche anno che conoscevo Giulia.
Non so se vi è mai capitato di avere ricordi confusi che pian piano diventano più nitidi,all’improvviso.A me è successo solo in questa occasione.Ero tra i miei pensieri e di punto in bianco mi è tornato in mente il ricordo dell’altalena,solo che stavolta sentivo mia madre che diceva “Lo vedi come è brava Giulia,che si spinge da sola?”.GIULIA.Era lei!
E brava Giulia.
I miei compagni di scuola
Chi mi conosce sa della mia del tutto involontaria abitudine di fare sogni piuttosto particolari.
La notte scorsa ne ho fatto uno che mi ha colpito parecchio ma che,soprattutto,ha aumentato la nostalgia che ultimamente mi invade prepotente;anche se forse sarebbe più corretto considerare tale sogno più un sintomo che una causa della nostalgia stessa.
A farvela breve,ho sognato che dopo l’università si tornava tutti a fare il quinto liceo.Solo il quinto.
Io non avevo quindi nessuna ansia,poichè al liceo l’unica cosa che non mi faceva dormire la notte era il compito di matematica,e avendo fatto all’università qualche miriade di esame di analisi mi ritenevo abbastanza preparata da poter passare un anno in assoluta tranquillità!
Ma la cosa più bella di tutte erano i miei compagni.
Li guardavo uno ad uno e piangevo disperata lacrime di gioia.
Ecco,questo post vuole essere un pensiero a TUTTE quelle persone che mi hanno accompagnato durante quei fantastici cinque anni,perchè chi dice che le migliori amicizie si fanno all’università è un gran ciarlatano.
Un americano a Roma
Ci risiamo.Dopo il Tomkat wedding abbiamo di nuovo gli americani tra le palle.Americani ingombranti,che paralizzano Roma,che bloccano la fermata della metro sotto casa mia,e che obbligano le autorità a sospendere il traffico aereo,mentre elicotteri perlustrano la zona facendo un casino boia che manco la notte del Capodanno 2000.
Bush.
Io dico.
Almeno l’80% della popolazione lo vorrebbe morto e lui che fa?Se ne va a zonzo per l’Europa,mettendo a rischio la vita delle persone che gli stanno intorno.Ma che rimanesse nei suoi amati Iu.Es.Ei. (o USA e getta che dir si voglia) a guardare l’Europa tramite cartolina,che tanto è talmente ignorante da non riuscire ad ammirare e apprezzare le meraviglie di cui noi,abitanti del vecchio continente,siamo dotati.
Per non parlare del tète à tète con papa Ratzinga:uno stupido e un intollerante a confronto.Fin qui diciamo poco male,quante volte è successo a noi di partecipare ad incontri del genere?Sì,ma di GENTE COMUNE!
Siamo arrivati al punto che colui che guida la nazione ahimè più potente del mondo è uno stupido colossale e che l’uomo che dovrebbe predicare la tolleranza (come mi pare volesse Gesù Cristo) è la persona più intollerante della terra.
Cose dell’altro mondo.
Ma che dico?MAGARI fossero davvero cose dell’altro mondo.
Francesismi
Michel Platini ha rotto le palle.
E’ veramente un francese ex juventino di merda.
Mai una volta che si facesse i cazzi suoi.
Sempre pronto a sparlare dell’italia.
Merde.
Nostalgia canaglia
La botta di nostalgia è arrivata improvvisamente,ma soprattutto inaspettatamente, mentre leggevo dal libro di Geppy Cucciari le seguenti parole:
“Arrivato a Londra,comincia il suo giro preferito a piedi,cammina per Charing Cross Road,entra da Waterstones per curiosare un pò tra i libri,poi prende un tè da Starbucks e va a sorseggiarlo seduto a Trafalgar Square.”
Anche a scriverlo mi vengono i brividi;penso che Charing Cross Road era la strada della mia scuola,che un occhio dentro Waterstones lo buttavo anche io,e che poi mi dirigevo a Trafalgar Square per incontrare Fabbbana (ci ritorniamo insieme?).Ogni giorno.
Londra mi ha fatto questo strano effetto,mi è rimasta dentro come nessun’altra città,forse è colpa di mamma che,insieme agli anticorpi,mi ha trasmesso anche l’amore per questa meravigliosa capitale.
God save the Queen.
CASTELLI DI RABBIA
E’ uno di quei libri che,se avessi visto in libreria,avrei comprato immediatamente per un solo motivo:il titolo;mi piace molto,mi dà l’idea di fare dei castelli in aria,ma di rabbia,ovvero di pensare,immaginare situazioni nelle quali diamo sfogo al nostro istinto animalesco e rabbioso…o forse mi piace vederla così perchè ultimamente mi capita spesso di arrabbiarmi terribilmente solo pensando,facendo appunto castelli in aria di rabbia…
L’unico (prima di questo) libro di Baricco che avevo letto era “Oceano mare”;me lo fece leggere il mio papà,avrò avuto 16 anni,e mi piacque molto.Poi sono stata tentata di leggere “Novecento”,stregata dalla trasposizione cinematografica ad opera di Tornatore,ma ho desistito quando,preso il libro in mano,ho potuto constatare che trattavasi di un monologo di poche pagine.Lì,non so perchè,Baricco ha iniziato ad essermi antipatico.
Il libro in questione mi è stato regalato a Natale,ma l’ho letto solo ora perchè avevo di meglio da leggere!Diciamo che non è male,i personaggi sono particolari ma la storia è a volte banale.
Il protagonista è il signor Rail,il cui sogno è avere abbastanza soldi per poter dare delle rotaie alla sua locomotiva,Elizabeth;c’è poi Jun,la sua splendida moglie (odio i personaggi bellissimi dei libri perchè non riesco mai ad immaginarli),c’è Perth,l’inventore di una specie di pianoforte umano,e tanti altri personaggi di cui non ricordo il nome!Perdonate,è l’età…
Baricco sa scrivere molto bene,ma a volte esagera,e a me fondamentalmente la sua scrittura non sempre piace…bene,forse ho capito perchè mi sta così antipatico!
Mhhh,c’ho messo solo 8 anni…….
Una vita con i bottoni
Vi è mai venuta voglia di mettere in pausa la vostra vita?
A me tante volte è successo di voler trovare a tutti i costi il mio personalissimo tasto REWIND,troppo spesso ho cercato invano il bottone RESET (tra tutti quello più agognato),raramente ho pregato per l’esistenza di un FAST FORWARD,ma sul PAUSE no,non mi ero mai posta il problema.
Fino a ieri;ieri avevo una voglia matta di fermare tutto.
E non perchè sia un momento particolarmente entusiasmante della mia vita (è questa la cosa strana),è un periodo normale,con i suoi alti e bassi…forse sono solo stanca.
Unghia per unghia,dente per dente
C’è una mia amica che fa da babysitter a tre bambini (ciao Mhccalò),uno di circa 6 anni,una di 3-4 e uno appena nato;le età sicuramente non sono precise,ma vorrei solo rendere l’idea.
Oggi mi ha detto che la mamma di questi bambini l’ha resa partecipe di un grande segreto:le unghie dei neonati non andrebbero tagliate con le forbici,altrimenti si rafforzerebbero troppo.
Le lasciamo quindi crescere per fornire al povero piccolo indifeso un’arma?
Nossignore.
Le tagliamo.
Con i denti…
Pare una di quelle cose da rifiuto delle tecnologia (genere Amish),o,peggio,da finti alternativi,ma la cosa sconvolgente è che la mamma in questione ha chiesto alla mia amica di tagliare le unghie dei piedi del bambino!CON I DENTI!
Io questa tizia non la conosco,ma mi sta un pò sulle balle perchè fa i figli e poi li fa crescere ad altra gente;fin qui diciamo che non è l’unica…ma fare i figli per poi far mangiare le loro unghie ad altre persone non l’avevo mai sentita!
Ad ogni modo,la mia cara Mhccaloina si è ovviamente rifiutata…

