Un giorno di ordinaria follia

30 Ottobre, 2007 at 7:19 pm (Amici, Saltellando tra i pensieri)

lezioneTutto è iniziato durante l’ora di Fisiopatologia.Parlando del cuore e dei suoi due toni,siamo finite ad auscultare,armate di fonendoscopio e su gentile invito del professore,uno dei pochi rappresentanti di sesso maschile del nostro corso.
La scena,come potete notare,è stata prontamente immortalata per i posteri.
Abbiamo proseguito con due ore di buco,nelle quali Venticella è andata ad una laurea,con conseguente brindisi a stomaco vuoto che,per una qualunque persona sotto i 50 kg e quasi astemia,si sa essere letale.
E’ rientrata in classe ridendo.
Durante la lezione,lei che di solito capisce e ricorda tutto,e SOPRATTUTTO sta sempre in silenzio,ha urlato un “NO!” in faccia al professore che chiedeva se avessimo capito.
Stupore generale e risate di contorno d’obbligo.
Arriviamo all’ultima ora.Durante la pausa c’è chi dimentica i registratori accesi.Romix si è divertita a cantarci vicino a squarciagola,e non contenta,durante una telefonata ha urlato “Ah regà,potete fà un pò de silenzio che sto al telefono?”.
E’ questo il bello di essere in 25 a lezione.Che ci si sente come al liceo.
Ma,come al liceo,ora che tutto sta finendo,la nostalgia inizia a fare capolino e ti chiedi se perderai di vista tutti questi meravigliosi compagni d’avventura;sai che Roma non è il paesello,e quindi sai anche che la risposta è inevitabilmente sì.

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Ilaria,10 grazie

27 Ottobre, 2007 at 10:18 am (Sport)

Quella del titolo è la frase che avrei dovuto dire ieri.
Funziona così quando c’è una partita di campionato;l’arbitro riunisce tutti nello spogliatoio e,documenti,tesserini della federazione e numeri di maglia alla mano,controlla l’effettiva identità dei giocatori.
Dice soltanto il cognome,poi la persona interessata risponde con il nome ed il numero.
Dopo 5 campionati di pallavolo e 2 di calcio,una persona ricorderebbe quindi che il documento d’identità è fondamentale per giocare.Chiunque lo ricorderebbe.
Ebbene,colei che ha una lista in pdf delle cose da portare in vacanza che viene stampata prima di ogni partenza,colei che lascia appunti ovunque per non dimenticare nulla,colei che prepara borsa e vestiti per l’università la sera prima,insomma colei che è ossessionata e spaventata dall’idea di dimenticare qualcosa,ieri ha lasciato il portafoglio con patente e carta d’identità a casa.
A dirla tutta ho anche provato a far passare per buona la tessera della metro,con la scusa che c’era la foto,ma,chissà perchè,l’arbitro non era convinto.
Insomma,ho passato quella che doveva essere la mia prima partita in tribuna,al freddo e affamata.
Però cacchio:con un 10 sulle spalle!

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La crisi del foglio bianco

25 Ottobre, 2007 at 1:22 pm (Saltellando tra i pensieri)

“Se non avete niente da scrivere,provate a suicidarvi.
Se fallirete,avrete qualcosa di cui scrivere.
Se ci riuscirete i vostri problemi saranno finiti.”

Oggi non so proprio cosa scrivere,ma quanto agli istinti suicidi,potete stare tranquilli.Ho intenzione di rimanere in giro per un pò.Magari in carcere però.
Infatti al contrario dei suicidi,gli istinti omicidi si fanno sentire,e vorrei tanto scendere giù e colpire con raffiche di mitra i muratori che trapanano e trapanano in continuazione,rendendomi molto difficile lo studio dei maledetti aggeggi elettromedicali.

N.B.La storia del mitra potrebbe essere stata ispirata dalla recente visione di “Alias”.

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Principi attivi da evitare

21 Ottobre, 2007 at 3:18 pm (Uncategorized)

Secondo me la rabbia è come l’Aulin.Se presa per brevi periodi,ed in piccole dosi,ti fa sentire bene,ti fa sentire meglio.Per essere più precisa non ti fa sentire niente,e grazie ad essa vai avanti,a testa bassa,come un toro infuriato davanti ad un drappo che viene sventolato sul suo naso.
Poi però ad un certo punto la rabbia diventa tossica.Proprio come l’Aulin.
Entrambi colpsicono il fegato.Il problema è che non te ne accorgi subito;di punto in bianco senti di avere dentro di te tanto veleno,che non riesci a sputare fuori,e ti chiedi se mai ci riuscirai.
La rabbia inoltre va ad incrostare il cuore;e se,come diceva la Tamaro,il nostro cuore è pieno di finestre e solo l’amore riesce a spalancarle tutte,allora la rabbia è il lucchetto della situazione.
E forse se trovassimo la chiave riusciremmo anche a buttare giù dalla finestra tutto il veleno di cui sopra.

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E la ruota gira

18 Ottobre, 2007 at 10:53 am (Saltellando tra i pensieri, Sport)

Shhhsilvio Muccino in “Manuale d’amore” diceva che certe giornate,quelle particolarmente storte,andrebbero dormite.
Altre invece vorresti riviverle all’infinito;sono quelle in cui tua madre ti si presenta a casa,facendoti una sorpresa proprio quando ne avevi  più bisogno.E sono quelle in cui un amico ti trova una squadra di calcetto che si allena a due passi da casa tua,proprio quando ormai avevi perso ogni speranza.

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Il domani non muore mai

16 Ottobre, 2007 at 7:26 pm (Saltellando tra i pensieri)

Che domani non mangerò cioccolata.
Che domani mi sveglierò prima per studiare.
Che domani mi iscriverò in palestra.
Che domani appena tornata a casa dall’università studierò.
Che domani andrò a letto prima di mezzanotte.
Che domani chiamerò Giulia.
Che domani non prenderò City nella metropolitana,in modo da leggere più pagine del libro.
Che domani non mi farò toccare dai modi di fare odiosi di quella persona.
Che domani,a telefono,parlerò a mio padre di cose che non riguardano la medicina,ma me.
Che domani affitterò un film di quelli “impegnati”.
Che domani non gli risponderò male.
Sono tutte cose che penso la sera,prima di addormentarmi,mentre cerco di prendere sonno.
Sono buoni propositi che vanno subito all’aria.
Ma non smetto di sperare che un giorno ci riuscirò veramente.
“Dopotutto domani è un altro giorno”.
E ogni giorno può essere domani.

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Hairspray

14 Ottobre, 2007 at 11:20 am (Film)

Non mi è ancora ben chiaro se i musical mi piacciono o meno.Per intenderci:un pò mi snerva che gente sullo schermo,nel bel mezzo di una conversazione,prenda e inizi a cantare come se niente fosse,ma dall’altro lato però,è comunque qualcosa che rende il film frizzante e coinvolgente.
Il primo musical per il quale ho perso la testa è stato “Evita”;avevo 13 anni e iniziai ad amare Madonna e Che Guevara,condividendo con mia madre la passione per Antonio Banderas.Quell’anno andammo in Sardegna e mio padre credo ci abbia odiato come non mai,visto che in macchina si ascoltava a ripetizione la colonna sonora del film.SOLO quella.
Ma parliamo di Hairspray;una “cicciona comunista” (così definita nel film perchè è per l’integrazione razziale) riesce a farsi largo in un programmino locale in cui si balla e canta,a dispetto di tutte le biondine magre e antipatiche.La storia,di per sè piuttosto banale e ripresa da tonnellate di film adolescenziali,è però affiancata da una questione più importante,quale l’integrazione razziale nella Baltimora degli anni ‘60.
Mi è piaciuto,mi sono divertita e darei un bell’otto al film.Poi,diciamolo…a me fanno impazzire gli uomini che sanno cantare,di conseguenza ogni tanto mi giravo verso Seba e gli sussurravo all’orecchio “Però anche questo mi garba”…nemmeno a dirlo il mio preferito era Zac Efron.

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Non è vero.
Io amo follemente James Marsden.E l’ho amato ancora di più nel film perchè non sapevo che c’era.
Lo amo anche se negli X-Men volevo che Jean Grey lo mollasse per Wolverine,ovvero Hugh Jackman,che ovviamente mi piace di più.

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Buoni o cattivi

12 Ottobre, 2007 at 7:01 pm (Saltellando tra i pensieri)

Spesso,per rendere più semplice lo studio,si fa uso di associazioni mentali.Alle elementari ci insegnavano “Ma con gran pena le reca giù” per ricordare le alpi,mentre all’ora di scienze andava per la maggiore “Cedo lo sacco” per ricordare i nomi delle vertebre.
Personalmente non ho mai usato molto gli acronimi,tuttavia ho sempre fatto determinate associazioni che a nulla servono per quanto riguarda l’apprendimento,ma ormai non vanno più via dalla testa.
Quando per la prima volta mi hanno spiegato seno e coseno,sono partita in quarta con un’associazione assurda,ma efficace:coseno è buono,seno è cattivo.
Lo stesso vale per gli assi cartesiani:x è buono,y è cattivo.
I numeri pari sono buoni,i dispari sono cattivi.
L’elevazione a potenza è buona,la radice è cattiva.
Il problema è che io preferisco il seno al coseno,e i numeri dispari ai pari.Meglio ancora se i numeri sono primi;sono cattivissimi ma li adoro.
Come qualunque membro del gentil sesso,non provo alcuna attrazione per i noiosoni buoni.Dite la verità:l’avevate capito che sarei andata a parare qui,vero?

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Evviva il calcio a 11

6 Ottobre, 2007 at 6:38 pm (Sport)

Ore 12.Hz mi manda un sms,chiedendomi se voglio andare a giocare a calcetto alle 5.Il mio primo impulso è di rispondere con un “no,devo studiare”,ma poi penso che è il primo weekend dopo le lezioni,realizzo che forse è anche l’unico nel quale posso permettermi di uscire,e scrivo un secco “ok”.Come tradizione vuole,alle 4 ha iniziato a piovere,ma fortunatamente ha smesso verso le 5:30.
Vorrei analizzare ora alcuni punti cardine:
ABBIGLIAMENTO:essendo qui a Roma totalmente sprovvista di attrezzatura calcistica,mi sono presentata con un paio di vecchi pantaloni Dimensione Danza.Questi pantaloni secondo me sono tutto fuorchè adatti ad una qualunque attività sportiva;insomma,fanno molto “sgallettata che considera lo shopping il suo unico sport”.Aggiungiamo che toccano per terra,e se per terra è bagnato diventano pesantissimi,e coprono tutta la scarpa.Toccare il pallone con un minimo di sensibilità è fuori questione.Mi sentivo quindi una sgallettata fashion victim,di quelle che per di più lanciano odiosi urletti quando colpiscono la palla,ovviamente di punta.
COMPAGNIA:tutti uomini (tra l’altro a me sconosciuti,fatta eccezione per il fratello di Hz) tranne me e Lav.Il problema del giocare con gli uomini è che sono come bambini,giocano per vincere e si attaccano sulla punizione,il fallo che non c’era e robette varie (quando giochiamo tra noi del gentil sesso queste cose di norma non succedono).L’altro problema è che,anche se sei una campionessa,la palla non te la passeranno mai.Io non sono una campionessa quindi potete immaginare;Lav ed io ci marcavamo a vicenda,chiacchierando e notando che lei aveva sudato solo sulle tette.Io,per la cronaca,nemmeno lì.Il rovescio della medaglia è che avevamo uno spogliatoio solo per noi due,e non abbiamo dovuto aspettare il nostro turno per docciarci.Il bugigattolo era piuttosto orribile,senza finestrelle e molto piccolo;faceva molto camera a gas ma almeno era pulito.(A proposito di spogliatoi,non so se vi è mai capitato che qualche troglodita vi abbia chiesto “ma voi donne dopo la partita fate la doccia tutte insieme?”…e poi dicono che non sono immaturi…)
AZIONI SALIENTI (ovviamente le mie):ho fatto 4-5 passaggi decenti,ma per il resto è stata una tragedia!
Assist fenomenale sulla linea di porta per Enrico,che però giocava con la squadra avversaria.
Pallonetto di Enrico dall’altro campo,che mi ha beffata mentre ero in porta.E poi uno dice che gli uomini sanno essere riconoscenti.
BOLLETTINO MEDICO:zampata di non so chi sul mio stinco destro che ancora mi duole,pallonata di non so chi sulla mia tetta destra che ancora mi duole,tiro in porta di Lav parato malamente con una mano sola,che,a proposito,ancora mi duole.
Detto questo,passo alle conclusioni.A me il calcetto non piace.A me piace il calcio.Mi piacciono le “palle lunghe e pedalare”,mi piace l’erba (niente doppi sensi,please),mi piacciono le scarpe coi tacchetti,mi piace il pallone che rimbalza,non mi piace stoppare la palla di suola e,cosa più importante di tutte,NON MI PIACE TIRARE DI PUNTA.

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Crisi mistiche

4 Ottobre, 2007 at 12:28 pm (Saltellando tra i pensieri)

Oggi attraversando la strada ho incrociato un prete talmente giovane e bello che,se Dio esistesse e fosse in grado di leggere nel pensiero,mi avrebbe fulminata all’istante.
Ma secondo voi,visto che non credo in Dio,devo continuare a scriverlo con la lettera maiuscola o posso usare la minuscola,come si fa a scuola quando si parla degli
dei greci?

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Red lesson

3 Ottobre, 2007 at 3:32 pm (Saltellando tra i pensieri)

Io ho un grande problema:arrossisco con una facilità disarmante.Basta un complimento o l’incontro con qualcuno che mi mette in imbarazzo e la mia faccia si infiamma.Il problema è che poi i miei gentili amici me lo fanno notare,ed io divento ancora più rossa!D’inverno metto le mani fredde sul volto,cercando di stemperarlo un pò,ma la cosa non sortisce effetto alcuno;d’estate cerco di imputare tutto al caldo.Devo dire però che ho iniziato a fare progressi,soprattutto all’università;riesco a fare domande ai professori nel bel mezzo della lezione senza diventare esattamente bordeaux,ma rosso pallido.
Detto questo immaginate la scena di ieri:il professore mi manda alla lavagna (sì,alla nostra specialistica succedono anche queste cose) a svolgere un esercizio sul quale non sapevo dove mettere mano.
Secondo voi cosa ho fatto?
Ho detto con calma che non lo sapevo fare.Poi ho cercato di convincere quella secchia di Emagabius ad andarci al posto mio.Nemmeno lei lo sapeva fare.Si è rifiutata.Ho ridetto al professore che non ero in grado di farlo.Poi,in seguito al suo “Avanti dottoressa,non sia timida”,ho preso il coraggio a due mani e mi sono alzata.Con il mio bel viso rosa carne in bella evidenza.Ho fatto l’esercizio con il suo aiuto e sono tornata a posto.SENZA ARROSSIRE.
O meglio,solo ad un certo punto ho sentito caldo,ed immagino che il mio viso si sia colorato:
“Dunque,a questo punto secondo lei quante incognite abbiamo?”
“Quattro” dico convinta.
“Veramente ne è una sola”
“Ah,già”.

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