Missing in action
Ma Meg Ryan,quella di Top Gun,dell’orgasmo al ristorante,dei film romantici con e senza Tom Hanks,della fuga con Russel Crowe,che fine ha fatto?
Dio,quella donna ha sempre avuto dei capelli fantastici…
Sarà
Sarà che è domenica.
Sarà che ho visto l’ultima puntata di un telefilm e mi è presa la nostalgia.
Sarà che domani ho un esame e non ho voglia di ripassare.
Sarà che Solero mi ha appena scritto che si sta imbarcando e che “ci vedremo prestissimo”.
Sarà che stanotte ho sognato che non eri andata via,ma che mi ero semplicemente dimenticata di chiamarti per 4 anni e mezzo.
Sarà che nel sogno mi aspettavi con maglia gialla,occhi verdi e capelli arancioni,incazzata nera.
Sarà per questo che mi sento un pò triste oggi.
Signori bambini
I peggiori spettano ai migliori amici.
E’ l’ineffabile prezzo dell’intimità”
Arrivata al settimo libro,posso dire che Daniel Pennac è il mio autore preferito.
Al momento.
Devo dire la verità:essendo francese,mi costa non poco fare questa affermazione,tuttavia wikipediando ho scoperto che il suo vero cognome è Pennacchioni;ciò lascia sperare che ci sia almeno una piccola traccia di sangue italiano nelle sue vene,il che spiegherebbe la sua genialità e simpatia,che cozza con l’inettitudine e la proverbiale antipatia dei “cugini” francesi.
La storia è semplice e sembra tratta da un libro per bambini:il terribile professore Craistang assegna un tema a tre dei suoi irrequieti alunni:dovranno immaginare di trovarsi di colpo trentenni,costretti a prendersi cura dei loro genitori,nel frattempo tornati all’età prescolare.Niente soluzioni di comodo,niente sogni,niente extraterrestri,al motto di “immaginazione non significa menzogna”.
Il problema è che i tre teppistelli si ritrovano davvero a vivere lo scenario suggerito dal tema,sentendosi ancora più furibondi nei confronti del già tanto odiato professore,e meditando di farlo fuori,perchè “quando non ci sono più soluzioni,rimane la vendetta”.
Lo stile di Pennac è il solito:ironico,fantasioso e spumeggiante,e leggere i suoi libri è davvero un piacere.
Inutile dirlo,lo consiglio vivamente…
Solero
Ieri abbiamo salutato Solero,che parte per la Canguronia,per starci fino a luglio.
Conobbi meglio Solero tanto tempo fa,quando era innamorato della mia amica;io cercavo di farli mettere insieme,lui si struggeva d’amore,ma lei non ne voleva assolutamente sapere;già allora era caduta tra i tentacoli di una medusa molto urticante.
A Solero l’innamoramento dopo un pò passò,ma ovviamente continuammo e frequentarci.
Solero diventò il mio migliore amico,ci mandavamo 500 milioni di sms al giorno,ci sentivamo in chat e ci vedevamo a scuola;poi iniziò a prendermi in giro ripetutamente riguardo un mio “spasimante”, e quando stufa gli chiesi il perchè,lui mi rispose che “se la volpe non arriva all’uva,allora dice che è acerba”;circa 10 giorni dopo,mentre Alsi calcava la scena di “Così è se vi pare”,noi fuggimmo dal teatro e dai nostri amici,e il giorno dopo decidemmo di metterci insieme.
Di lì a breve mi trasferii a Roma per l’università,lui rimase al paesello,ma nove mesi dopo decisi che “non ce la facevo a rimettere insieme tutti i cocci” e,stronza come non mai,lo mollai per telefono.
Ebbe poi modo di farmi ricagare tutta quella stronzaggine.Ampiamente.
Con l’orgoglio sotto i piedi,alcuni mesi dopo tornai da lui.
Lui prima mi accolse,20 giorni dopo mi mollò.
Occhio per occhio,dente per dente.
Siamo stati un anno circa senza parlare.
Poi,poco a poco,abbiamo recuperato l’amicizia.
Poi mi ha detto una cosa e mi ha fatto arrabbiare di nuovo.
Poi mi è passata.
Io non posso pensare ad una vita senza Solero intorno.
E non per il motivo che tutte voi,comari che non siete altro,state pensando.
Solero ed io come coppia facciamo veramente schifo.
Una delle peggiori del secolo.
Ma come amici andiamo alla grande,e ce lo diciamo nelle notti agnonesi,ubriachi e con la favella accelerata,mentre ci confessiamo nuovi amori e vecchie ruggini.
In una folle festa di agosto Solero mi disse che sarebbe stato sempre geloso di me e di quelli che,eventualmente,mi avrebbero girato intorno.
Io incassai e aggiunsi “idem”.
E’ l’unico vezzo da ex fidanzati che ci è rimasto,concedetecelo.
Solero mi mancherà terribilmente.
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Mantra
l’Italia del valzer, l’Italia del caffè.
L’Italia derubata e colpita al cuore,
viva l’Italia, l’Italia che non muore.
Viva l’Italia, presa a tradimento,
l’Italia assassinata dai giornali e dal cemento,
l’Italia con gli occhi asciutti nella notte scura,
viva l’Italia, l’Italia che non ha paura.
Viva l’Italia, l’Italia che è in mezzo al mare,
l’Italia domenticata e l’Italia da dimenticare,
l’Italia metà giardino e metà galera,
viva l’Italia, l’Italia tutta intera.
Viva l’Italia, l’Italia che lavora,
l’Italia che si dispera, l’Italia che si innamora,
l’Italia metà dovere e metà fortuna,
viva l’Italia, l’Italia sulla luna.
Viva l’Italia, l’Italia del 12 dicembre,
l’Italia con le bandiere, l’Italia povera come sempre,
l’Italia con gli occhi aperti nella notte triste,
viva l’Italia, l’Italia che resiste.
Di questi tempi fa quindi bene ascoltare la canzone sopra riportata…o almeno illudersi che faccia bene…
Fiere donne e donne fiere
Oggi all’università ci siamo arrabbiate tutte.
E non è bello trovarsi davanti 30 donne arrabbiate.
30 donne che già sanno di dover scalpitare e sgomitare per farsi avanti in un mondo un pò troppo pieno di maschi,come quello dell’ingegneria.
E che pensano bene di iniziare da subito a farsi valere.
Con ordine:il Bardo ci ha preso in simpatia e ha organizzato un incontro con un proprietario di una piccola media impresa italiana,con l’obiettivo di fornirci qualche veduta sul nostro prossimo futuro (si spera) lavorativo.
Il tizio in questione è un ex sprinter,definito da Wikipedia “il delfino di Pietro Mennea”,che,una volta ritiratosi,ha deciso di iniziare a produrre macchinari che potessero aiutare atleti e gente comune nel recupero dagli infortuni.
Entrato in aula,ha subìto una radiografia completa da tutte noi,alla fine della quale abbiamo convenuto nel dire che somigliava “al poliziotto stronzo che ha messo nei guai House” e che sicuramente da giovane aveva fatto sport…come potete notare,nulla sfugge all’occhio attento di una donna.
Ad ogni modo,la radiografia è stata reciproca,perchè all’affermazione del Bardo (“Sono quasi tutte ragazze”) lui ha risposto con un “E anche belle ragazze”,commento che,col senno di poi,avrebbe dovuto metterci la pulce nell’orecchio.
Tutto è andato nel migliore dei modi,fino a quando,parlando di una particolare area di lavoro,non ci espone il suo punto di vista,secondo il quale tale tipo di impiego non sarebbe adatto ad una donna per via dei continui traslochi e spostamenti richiesti.
Si alza il primo mormorio di disapprovazione,da lui subito colto.
“Bhè,dico questo perchè immagino che,come donne,vogliate avere bambini un giorno”
30 donne inarcano la schiena e soffiano come tante gatti.
30 donne urlano “No” come tante iene.
30 donne pensano in realtà che sì,i figli li vogliono,ma ciò non influirà sul loro lavoro.
Lo sprinter quindi mette la coda tra le gambe,guarda il Bardo ed esclama
“Misà che ho detto una fregnaccia”
30 donne sorridono soddisfatte e si prendono la loro rivincita.
Calmatesi le acque,il sosia del poliziotto continua la sua presentazione,cercando di arrivare incolume alla fine dell’ora.
Ce l’aveva quasi fatta,è crollato alla fine.
“Nell’ultima slide ho voluto inserire il mio motto,NON ACCONTENTARSI MAI,ma credevo di parlare ad una platea maschile,forse per voi non è molto adatto”
30 donne affilano gli artigli,convinte che uno sprinter non potrà mai correre tanto veloce da riuscire a sfuggire a una mandria di leonesse inferocite.
Ma mentre la preda già pensa a come usare le sue miracolose macchine per guarire dalle ferite inflitte dalle giovani studentesse,una donna su 30 sceglie la diplomazia,e con forte accento siculo esclama:
“Guardi che sono le donne quelle che non si accontentano mai”.
30 donne ammutoliscono,eleggendo silenziosamente la loro capobranco.
30 donne hanno la conferma che,anche se maturi,gli uomini su di noi non capiscono un’emerita mazza.
The Family Man e le lacrime
“Abbiamo una casa nel New Jersey,abbiamo due figli,Annie e Josh.Annie non è un granchè come violinista ma ce la mette tutta,è un tantino precoce,ma solo perchè dice quello che pensa!E Josh…lui ha i tuoi occhi,non dice molto,ma sappiamo che è uno sveglio!Tiene sempre gli occhi aperti,sai,ci osserva sempre;qualche volta tu stai a guardarlo e ti rendi conto che sta imparando una cosa nuova…è come assistere ad un miracolo.
La casa è un casino,ma è nostra…ancora 120 rate del mutuo e sarà nostra!E tu presti assistenza legale gratuita,sì è così,assistenza legale gratuita,ma non ti crea problemi.
E siamo innamorati,dopo 13 anni di matrimonio siamo ancora incredibilmente innamorati,non mi permetti di toccarti se non lo dico.
Canto per te,non sempre,ma sicuramente nelle occasioni speciali.E noi abbiamo avuto la nostra parte di sorprese e magari fatto sacrifici,ma siamo rimasti insieme.
Vedi,tu sei migliore di me e lo starti accanto mi ha reso migliore.
Non lo so,forse è stato solo un sogno,magari sono andato a letto in una triste notte di dicembre e ho immaginato tutto,ma ti giuro che niente è mai stato più reale,e se ora sali su quell’aereo sparirà per sempre.
So che possiamo continuare con le nostre vite,ce la caveremmo benissimo,ma io ho visto quello che potremmo essere insieme e scelgo noi.
Ti prego Kate,una tazza di caffè,puoi sempre andarci a Parigi,solo,ti prego non stasera.”

The Family Man mi fa sempre lo stesso effetto,ed infatti,dall’inizio alla fine della lunga frase qui riportata,ho di nuovo pianto lacrime copiose…
E già
Certe volte basta poco.
Trovi in fondo ad un cassetto un vecchio regalo.
Ripensi a tutto quello che avete condiviso.
Pensi a quello che non condividete più.
Ricordi le chiacchierate nella vecchia macchina che “oh, se solo avesse le orecchie”.
Realizzi che nella nuova macchina quelle orecchie non servirebbero,perchè tanto non ci sarebbe nessun discorso da ascoltare.
Elenchi tutte le volte in cui ti sei arrabbiata.
Tutte quelle in cui sei rimasta delusa.
Quelle in cui ti sei sentita ferita.
Però decidi che valgono meno delle volte in cui ti sei sentita bene.
E ti chiedi come possa un’amicizia spegnersi così,senza apparente dolore.
“Ci pensi mai a come era il nostro rapporto qualche anno fa?”
“Sì,spesso.”
E quasi ti vien voglia di mandare a puttane la partita ed andarla a trovare stasera,e fare una chiacchierata come ai vecchi tempi.

