Due partite

18 Marzo, 2009 at 1:52 pm (Film)

Ci sono una serie di motivi per cui ho deciso di vedere questo film.
1)Margherita Buy
L’ho detto più o meno un milione di volte, e poichè l’assioma è semplice avreste ormai dovuto impararlo: lei fa un film, io lo vado a vedere. Punto.
2)Paola Cortellesi.
La Cortellesi è la Cortellesi. La amano tutti e tutte, ed io non sono da meno. Poi vederla nella parte della stronza è una cosa eccezionale, a tratti sembrava una versione più soft della sua Santanchè.
Nel film recita il ruolo della madre di Claudia Pandolfi, però non fate l’errore che ho fatto io (“Ma c’avranno più o meno la stessa età, come è possibile?”), sono sì madre e figlia, ma in epoche diverse.
3)Marina Massironi.
C’è un momento nel film in cui Sofia (la Cortellesi) e Claudia (la Massironi) si scambiano uno sguardo che fa venir fuori tutta la verve comica delle due attrici. Varrebbe la pena di andare al cinema solo per quello.
Poi io sono dell’idea che le pellicole di Aldo, Giovanni e Giacomo non siano più così belle da quando è andata via la Massironi. Ho perdonato il trio solo quando l’hanno sostituita con la Cortellesi (vedi punto 2), ma la mia clemenza ha un limite.
Diciamo che si potrebbe aggiungere un ulteriore punto
4)Claudia Pandolfi
Non sono una sua grandissima fan, non andrei mai al cinema solo perchè c’è lei, ma la sua aria scaciata(*) mi piace un sacco, e qui la sfoggia alla grande.
Due partite dicevamo: da una parte le mamme (Buy, Cortellesi, Massironi, Ferrari), dall’altra le figlie (rispettivamente Crescentini, Pandolfi, Milillo, Rohrwacher), una trentina di anni dopo.
Il primo tempo secondo me pecca di una recitazione un pò stiracchiata; sarà l’ambientazione d’epoca, ma a tratti le attrici non mi hanno convinto.
Nel secondo tempo invece dialoghi completamente slegati tra loro, in parole povere avevo l’impressione che ognuna parlasse per fatti suoi senza ascoltare ciò che le altre avevano da dire.
Cosa che, in effetti, spesso accade anche nella vita di tutti i giorni.
Mi è piaciuto però stare a guardare il gioco di specchi tra mamme e figlie. Specchi normali o convessi, che restituiscono un’immagine pressochè fedele, e specchi concavi che restituiscono immagini al contrario; bello vedere somiglianze e differenze, e pensare anche al nostro specchio, chiedendoci di che tipo sarà quello che il destino ha riservato per noi.

(*)credo sia un termine romano, lo usa spesso mia madre; è una parola che adoro, vorrebbe significare un “trasandato chic”, o meglio un “trasandato” con una accezione un pò positiva.
Se avete capito è bene, altrimenti vi mando da mia madre così mi dite anche cosa vedete nel mio specchio!


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